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FOGNA DI NON RITORNO

Ho girato in tutta Italia e anche un pochino all’estero ma mai,ripeto mai mi avevano rubato niente ,nemmeno un cellulare,sono stato ieri nella provincia di napoli e sono stati capaci di fregarmi il telefonino e nemmeno mi capacito con quale destrezza l’abbiano fatto, considerato che la distanza tra la metropolitana,dove ero ancora in possesso del cellulare e il posto dove mi stavo recando era poco… meno di un km, e nessuno mi aveva nemmeno sfiorato in quel piccolo tragitto. Non riesco a capire quelli che  cercano di nascondere l’evidenza dei fatti con banalita’ di frasi fatte e luoghi comuni,tipo la gente disonesta è ovunque,ma volete mettere il livello di marcio sociale e del degrado della provincia di napoli difficilmente paragonabile a qualche posto che abbia la minima decenza sociale?.La societa’ la fanno le persone è se un corpo è malato ed è piu’ che evidente che lo è,allora pure le cellule lo sono ,tanti individui fanno la loro parte a costruire il degrado che non  si puo’ negare di quelle zone,se la percentuale sarebbe maggiore delle persone per bene, non credo che avremmo quel risultato,mi vergogno di essere nato in quella melma,dove c’è gente che ancora butta l’acqua sporca dal balcone come nel medioevo,che ancora butta l’immondizia nelle piazzole per la sosta sulle sopraelevate,che ancora scarica  i calcinacci  nelle campagne,che ancora è stata complice nel creare quelle discariche a cielo aperto per le strade,che ancora  se passi per le strade ti esce qualcuno dal finestrino e ti sberleffa come se lo sapessero che non sei come loro,perchè forse non sei tamarro e ignorante come loro con le facce abbronzate da lampade, giubbini di plastica da copertoni ,occhiali dolce e minchione,o la gestualita’ delle mani che si agitano nell’aria o la voce che abbaia,che ancora se attraversi nemmeno si sognano di decellerare per non metterti sotto,che ancora  dove l’anarchia e la mancanza di rispetto ed educazione regna sovrana e ragazzini su motorini senza casco e macchine con gli stereo a palla che trasmettono musica ,si fa per dire,immondizzia musicale locale,e la lista sarebbe molto lunga.Ditemi se questo è pregiudizio o è solo amara constatazione della realta’ a dispetto di chi vuole fare il paladino di qualcosa che non ha niente da essere difeso,sfido chiunque che vive in quelle zone e che non è assuefatto non galleggia sulla melma e si rende conto in quale schifo si trova e che è onesto con se stesso,sfido chiunque  a negarmi questo a dirmi che non è cosi.
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ragazzo:”maestro perchè nessuno sa?”   maestro:”come si puo’ contenere quel che ti contiene?la vita va conquistata,specie morendo”

http://www.youtube.com/watch?v=jNj05O_bF14&feature=related

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PRIGIONI E LIBERTA'(Appunti di viaggio)

Da poco è nata l’alba, annunciata dal suo chiarore che
sale dietro le montagne,la carrozza è popolata da vari gruppetti di studenti nella loro piena  fase adolescenziale ,si dirigono verso le loro incombenze scolastiche ,nelle prigioni  istituzionali,ancora tollerabili.

Sono ben assortiti nella tipologia , ogni gruppo diviso  con la sua
caratteristica e  personale tempra caratteriale.

Dietro di me il gruppetto dei caciaroni che fanno un
gran baccano, ragazzotti  in preda delle loro tempeste ormonali energetiche che sprizzano da tutti i pori,si accapigliano con  giochi di carte , a volte anche quasi   a darsele,  per qualche punto ingiustamente sottratto dall’avversario.

Davanti , sull’ala destra del vagone ,il gruppetto dei secchioni, sono inconfondibili nel loro aspetto, nel comportamento e  dalla presenza di libri  addosso ,ce ne potremmo accorgere da un km , con gran rapidita’ sottolineano , immersi nelle  ultime ripetizioni, con l’eccesso di zelo
della loro categoria,oppure per riempire le lacune didattiche del giorno
prima,ma a giudicare dalle loro facce direi che si tratta della prima ipotesi.

Il ragazzo occhialuto, che sembra il leader della sezione secchioneria, è alle prese con le sue  performance esibizionistiche davanti alle ragazzine sedute  vicine a lui,con la speranza forse, di asciare qualche segno della sua presenza.

Davanti a me, tra i sedili riesco a scorgere il viso di una ragazzina con un espressione tra un misto di tristezza e timidezza,solo a tratti accenna  una parentesi di sorriso,strappato dalla sua perenne espressione triste; il sorriso suscitato dall’esultazione dell’intellettualoide che  sventola il  suo libro per aria forse per la soddisfazzione  di aver raggiunto il traguardo didattico sperato.

L’attimo ilare presto perde l’effetto sul volto grave della ragazzina ma a farlo riaccendere ci pensa il mingherlino davanti a lei ,che avra’ forse piu’  capacita’comiche considerando che riesce a conquistare il risultato migliore rispetto all’altro, ottenendo un sorriso quasi perenne sul viso della  ragazzina, che sembra a un certo punto quasi sfoci in una risata piena.

Mi giungono i dolci profumi delle ragazze in fiore,i loro sorrisi di sole nel pieno splendore della loro adolescenza,nei loro discorsi a un certo punto sento pronunciare il tormentone che piu’ angoscia gli studenti liceali  e che caratterizza l’esordio nell’irto terreno della lingua latina,il famigerato ROSA ROSAE ROSA(qualcuno mi perdoni se ho commesso qualche errore),il principio che sfocera’ dopo nelle
terribili versioni di latino,che per fortuna non hanno mai rappresentato un mio problema didattico,da come si notera’ sopra..

E’ buffo notare i cicli  di vite degli umani ,che attraversano tutti le
stesse tappe e ognuno di loro la vive come una novita’ assoluta, mentre prima di loro tanti ci sono passati  e hanno fatto le stesse cose,ad  osservare quei ragazzi mentre sono presi dalle prime esperienze con la lingua latina,qualcuno potrebbe provare  anche un sentimento
di  tenerezza.

E’ una tappa inevitabile e imprescindibile di uno studente liceale che sia scientifico o classico,è come dire,facendo una trasposizione sociale,che un seguace accanito della filosofia di vita e della musica di Bob Marley non abbia i famosi  e tipici capelli cotonati e incatramati stile rasta,oppure che una DARK  non ascolti Marylin Manson.

Il baccano che tormenta le mie orecchie, soprattutto proveniente dalla bisca dietro di me,e i continui spintoni sul mio sedile
,cominciano a farmi realizzare la possibilita’di cambiare
scompartimento,e questa potesi trova pochi minuti  dopo la sua
realizzazzione, infatti mi alzo e mi dirigo verso aree dove regna un po’ piu’di silenzio e di tranqullita’ ,altrimenti non avrei neppure potuto completare questo racconto.

Attraverso il cordone che unisce i due vagoni e mi accorgo che, stivati in un angolo , c’è una coppietta alle prese con le loro effusioni e che stava sperimentando nuove posizioni quasi kamasutriche…

Infine raggiungo la mia meta,distrattamente un attimo spingo il mio sguardo attraverso il finestrino fin giu’  ,verso un  piccolo  terreno  piu’ in basso rispetto  all’altezza dei binari,i miei occhi  da lontano scorgono la figura di un  cane rinchiuso dentro una gabbia, che aveva assunto una posizione come di una conchiglia, avvinghiato su stesso, in spirale, quasi come  se quel suo corpo si fosse adattato alla gabbia ,alla sua condizione di recluso e si fosse ripiegato su se stesso,la gabbia è bella ampia ma è pur sempre una gabbia e in un attimo quell’immagine mi ha suscitato un piccolo pensiero sulla liberta’ ,sul diritto alla liberta’ ,che chiunque, qualsiasi essere vivente dovrebbe avere,(ovviamente
ad eccezzione di alcune pericolose categorie di umani),ma che invece oggi, sempre di piu’ siamo costretti a constatare non è cosi che funziona nella nostra bella societa’ cosiddetta evoluta, dove il nostro diritto di essere liberi ci è sempre piu’ negato,dove esistono prigioni e gabbie ad ogni livello che vogliamo osservare.

Dalla prigione della catena di montaggio di una fabbrica, alla prigione di un ricatto lavorativo a cui tocca sottostare nonostante i maltrattamenti  di un dittatoriale datore di lavoro, all’abuso di potere sulle nostre vite da parte  di un’ amministrazione pubblica bieca , cieca e ignorante,
che puo’ paralizzare e (fottersene) dei nostri diritti  e bisogni attraverso una stupida firma negata,o alle prigioni sentimentali,affettive,matrimoniali,dell’appartenenza a un gruppo,ma la lista sarebbe troppo lunga,resta da considerare  ed è la cosa piu’ terribile da  osservare ,che troppo spesso queste prigioni sono vissute  dalle persone ,senza avere nemmeno consapevolezza della loro esistenza,come se fosse questa la vita, che fosse normale cosi’, e cio’ è tremendamente triste agli occhi di  chi, ha pur solo un minimo spiraglio  di consapevolezza e liberta’ di pensiero,da chi ancora lotta per non permettere al sistema di degrado e corruzzione morale della
nostra societa’ moderna di farsi travolgere nella sua perversa spirale e
prendersi la propria anima , questa presunta societa’ evoluta che  per me ha solo una parvenza di modernita’ ,ma che sempre piu’ sta assumendo caratteri di ben piu’ oscuri periodi storici.

Liberamente tratto da:Gli spietati,BAUSTELLE,album:(I
mistici dell’occidente)

 

Vivere cosi’ senza pieta’, senza chiedersi il perché, come
il falco e la rugiada e non dubitare mai,

non avere alcuna proprieta’,rinnegare l’anima come i
sassi e i fili d’erba  non avere identita’.

Gli spietati salgono sul treno e non ritornano mai piu’
,non sono come noi, perduti antichi eroi,noi due

che al binario ci diciamo addio.

 

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IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

Solito percorso pedonale,casa mia-stazione
ferroviaria,la statistica mi dice che il 99,9 % delle volte che attraverso la
via dove dovrebbero in teoria passare gli autobus,la mia tempistica non
coincide mai con quella della linea dei tanto agognati autobus e solitamente
devo farmela on walk come direbbero gli inglesi,considerato che la mia vespa mi
ha lasciato..

Salgo sul trenino,che porta fin su le pendici delle
montane del matese,nell’alta provincia casertana.

Parlavo di un trenino perchè le sue caratteristiche
fisiche non possono farmi pensare ad altra definizione,considerato che possiede
soltanto due vagoni,ben vissuti tra l’altro.

L’aspetto mi rimanda a uno di quei prototipi di treni
a diesel delle prime linee ferroviarie,in effetti la piedimonte fu una delle
prime, so non proprio la prima, linea ferroviaria  italiana,agli albori della loro costruzione e
penso trasportava i cosiddetti “montanari” 😀 nella grande metropoli
partenopea,  davvero una linea storica di
grande importanza e valore.

Il trenino apparteneva probabilmente alla resistenza
d’Italia!perchè nonostante i suoi anni,riesce ancora a resistere e tirare
avanti.

In effetti credo che trenitalia abbia investito
davvero poco su questa tratta, dimostrando una notevole ingratitudine verso
quella linea che le ha dato grandi soddisfazzioni.

L’utenza del treno è divisa quasi a meta’ da
nordafricani e italiani,come se i vagoni fossero stati divisi di proposito  con discriminazioni razziali,sull’ala
sinistra il vagone di dietro, si trovano i nordafricani un misto di tunisini,
marocchini e arabi vari,nell’ala destra nella corrozza motore,gli italiani,ma
la mia sorpresa fu grande quando setii parlare due di loro,uno un ragazzo le
cui fattezze mi avevano fatto pensare a un
nordafricano ma poi scoprii che era italiano e dai suoi discorsi dava
accenno di progetti per bersi una birra con un suo amico alle 8 di
mattina!,l’altra una signora sembrava un ibrido, tra indiana cioè pellerossa e
rom,macchè era una napoletana anche lei ma comunque al massimo campana.

Subito dopo mi
è nata la riflessione, che ai tempi del regno delle due sicilie ,dove
molti arabi avevano colonizzato il sud italia,ci fosse stato un miscuglio di
razze che poi avesse portato una parte della
popolazione attuale partenopea ad avere spesso sembianze arabe,non a
caso la canzone napoletana “O SARRACIN,(il saraceno),confermerebbe questa
ipotesi.

Un signore entrando e affacciandosi al settore
“arabo”ripiega dall’altra parte forse colto da un improvviso principo
di razzismo…

Il tragitto che porta da Caserta a Santa Maria Capua
vetere,mia destinazione,non dura piu’ di cinque minuti e non offre una
gratificante panoramica,si possono scorgere in lontananza le montagne che
circondono Caserta,inaridite,e  divorate,dagli
ingenti bisogni della cementificazione moderna,ce ne sono di varie e non ho
ancora capito perchè non abbiano scelto come cavia una montagna soltanto e
lasciare incolumi le altre,forse perchè ogni montagna sarebbe di proprieta’ di
qualcuno?…sarebbe inquetante questa possibilita’.

In vicinanza
per lo piu’ solo steppaglie e qualche scempio delle famose
“cattedrali nel deserto ” che durante tutti questi anni di
speculazione e sperpero di denaro pubblico spesso hanno visto la luce, lasciate
li a ricordarci una delle contraddizzioni della nostra bella e triste Italia,
sua bella economia ed eccezzionale gestione della cosa pubblica.

Ho notato oggi un dettaglio per la prima volta, (ho  avuto la conferma della  presenza di un motore diesel a bordo del
treno,gia’evidente dall’ abbondante fumo nero e odore insopportabile tipico del
gasolio),che a un certo punto l’autista dopo lo sprint iniziale mettesse a
folle,perchè non si sentiva piu’ il fracassoso solito  rumore del motore,ma quasi la sensazione di
uno slittamento tipo quello dei motori elettrici,forse avranno dato direttiva
all’autista di consumare meno carburante possibile…non saprei.

Infine dopo i famigerati cinque minuti di tragitto, finalmente
siamo giunti a destinazione.In effetti non dovrei usare il termine finalmente
,considerato il mini-viaggio,ma per dare maggiore incisivita’ alla frase sono
stato quasi costretto.:-D.

Forse sara’ difficile trovare in tutta Italia un altro
treno che giunga a una stazione successiva alla partenza in meno di cinque
minuti,abbiamo dei guinness invidiabili a volte al sud!

Appena sceso, le mie narici ospitano un odore acidulo,
poco gradito,quel delicato aroma che ben conosce chi vive o ha vissuto nella
provincia casertana nell’ ultimo decennio,in effetti nelle vicinanze è
localizzata un impianto di compostaggio che tante volte ha suscitato polemiche per
la questione del cattiva gestione e  funzionamento.

Ma lo stesso caratteristico odore,ha anche appestato
l’aria del mio paese di origine e di tutta l’area Aversana,perchè incoscentemente,
facendo concorrenza a un’ altra discarica presente nel napoletano a pochi passi
delle abitazioni, questa si trova proprio a due km distante dall’insediamento
urbano.

Il proprietario è un famoso avvocato,adesso finito in
carcere ndr,ma che ,conoscendo le leggi italiane ci durera’ ben poco.

Per anni la caratteristica aria estiva che doveva essere
pregna di profumi,è stata sostituita da quell’odore acre ,proveniente
dell’abbondante mole di immondizia riversata per anni nelle discariche.

La cosa strana mi appare, che, nella sua
mega-villa  nel paese,fosse rimasta la
sua famiglia o parte di essa,ma puo’ darsi che mi sbagli,mentre lui aveva preso
intelligentemente rifugio nella capitale,per stare ovviamente alla larga dal
territorio appestato dalla puzza della sua creatura,che sicuramente gli avra’
fornito ingenti quantita’ di denaro e mi sorge il sospetto che una parte fosse
stata ben conservata e custodita da qualche complice banca svizzera.

Resta il fatto che quello scempio ambientale, abbia
contribuito all’insorgere di numerosi casi di tumori nelle aree circostanti ,
nel mio paese in particolare,forse uno dei piu’ vicini al versatoio, ce ne sono
stati molti anche nella fascia d’eta’ giovanile,io stesso ho perduto una zia
stroncata da un calcinoma fulminante, e penso che quello vergogna a cielo
aperto abbia molto contribuito,considerato che la sua casa si trova a meno di
due km dalla stessa

 

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IL PUNTO DI VISTA DELL’IO

Da qualsiasi punto di vista l’io la vede ,anche nel bene piu’ assoluto o nel male piu’ assoluto,è sbagliato,l’io è la mente e la mente è il problema,la mente è il nemico come asseriva anche OSHO, e piu’ le crediamo e piu’ ci allontaniamo dalla verita’.

Noi vediamo Dio come il nemico che vuole toglierci la nostra liberta’ di fare cio’ che vogliamo nella nostra vita e nel nostro mondo,noi viviamo nel non-amore e per noi l’AMORE è cattivo,per le tenebre ,la luce è sempre tenebra.

L’unica cosa che possiamo fare all’inizio del cammino di ritorno,è cercare di ignorare la sua voce di menzogna ,le sue bugie,e fidarsi  della presenza di qualcos’altro  di completamente diverso nascosto dentro di noi.,nella speranza  che presto la sua essenza venga a donarci una nuova visione delle cose.

 

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EGO VISION LOST

Mi è sparito inspiegabilmente questo post,spesso ho dei veri e propri scontri anche verbali con sta roba tecnologica che riesce a tirarti brutti scherzi senza nemmeno accorgertene,il professionista di questo genere è facebook,quanti messaggi mi ha fatto sparire mentre li componevo e ho dovuto rifare tutto daccapo e ovviamente mai con lo stesso risultato di prima,se qualcuno avesse curiosita’ di leggerlo,lo inseriro’ prima possibile,se per caso clickate sull’icona della pagina facebook e non  uscira’ niente adesso saprete darvi una spiegazione.

Chiedo scusa a quelli che mi avevano commentato l’articolo.