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RINUNCIA AL SOGNO

“Cristina…nonostante ti abbia
pensata infinitamente in questi dieci anni, da quando mi hai lasciato,ora, che
io ti sto lasciando, non riesco a ricordarti,il tuo viso, i tuoi capelli,ricordo
solo la tua assenza perchè in tutti questi anni,non c’eri mai…e ovunque, in
ogni parte del mondo in cui sono stato, sentivo la tua voce, a migliaia di km di
distanza, mentre mi chiamavi per le ricorrenze festive, Natale, Pasqua,e in
tutto questo tempo ti ho vista solo nel mio videoteatrino personale, al
rallenty(slowmotion), mentre mi correvi incontro sulla spiaggia dove ci siamo
conosciuti,e il vento che accarezzava i tuoi capelli,i tuoi orecchini che
scintillavano nel sole e il tuo sorriso luminoso, Cristina,la mia bambola ,il
mio amore.”

Scena finale,”la
liberazione”….Fede arriva sotto casa di Cristina con l’intenzione di far
esplodere la dinamite, e poi scopre che gli anarchici gli avevano rifilato un
semplice fuoco d’artificio,lo stupore e la gioia finale della liberazione, che
risplende come un sole su tutto il suo viso.
Mi piace molto questo film,per il significato
simbolico insito che ha, non si tratta solo di una rinucia al sogno di poter
avere una ragazza idealizzata ai massimi livelli,ma rappresenta l’arresa
positiva,la rinuncia a un sogno impossibile a qualcosa che non si puo’ avere,che
va aldila’ delle nostre possibilita’, aspettative e illusioni.
Si tratta del ritorno alla realta’,l’accettazzione
che puo’ permetterci di andare oltre, di fare il balzo quantico verso un altro
livello di esistenza piu’ maturo,di abbandonare le favole e gli ideali della
fase incosciente bambina,per abitare un nuovo mondo adulto, una nuova visione
delle cose e intravedere nuovi orizzonti.
Solo questa dolorosa rinuncia,il sacrificio della
rinuncia a cio’ che credevamo essere la realta’a cio che sognavamo con tutte le
nostre forze,puo’ permetterci la liberazione,l’accesso ad altre dimensioni
dell’esistenza.
Mi viene in mente
anche un altro film,visto tanti anni fa,un’originale sceneggiatura si dispiegava
attraverso la storia di quest’uomo non-vedente ,che chiedeva a un ragazzo di
descivergli le foto che faceva,e raccontargli poi del mondo che a lui non era
concesso di vedere.
Il ragazzo guida
alla fine rinuncia lui stesso al suo sogno impossibile di avere quella ragazza,
che a sua dissaputa aveva fotografato, lui le confessa cio’ che aveva fatto e
rinuncia,le dice che non l’avrebbe piu’ opportunata e sul gesto di gettare la
sua foto in un cestino dei rifiuti, inizia la musica sul susseguirsi delle
ultime immagini del film.
La rinuncia
al sogno, al mondo idealizzato sulle nostre fantasie, le nostre aspettative e
bisogni,porta inevitabilmente grande sofferenza,nel vedere davanti ai nostri
occhi crollare tutto il castello di favole che cosi’ a lungo e con tanto zelo
avevamo costruito, e impotenti assistiamo al nostro dramma,senza poter fare
altro che arrendersi, accettare una realta’ ben diversa di quella in cui avevamo
creduto cosi’ ciecamente.
Ma sulle
macerie di quel castello di sabbia pieno di sogni,adesso proprio quella materia
cosi’ fragile puo’ offrirci una nuova possibilita’, di costruire qualcosa di
nuovo, di completamente nuovo e cosi’ solido e indistruttibile, che restera’ per
sempre..
E appena tocchiamo quella
materia informe emersa dalle macerie dei nostri sogni,se alziamo lo sguardo
verso il cielo,possiamo vedere qualcosa che brilla nel sole,che sfreccia sulle
nostre teste nel cielo turchino,la fenice , il mitico uccello di fuoco della
rinascita,che sta volando sulle nostre anime come segno di speranza,venuto a
donarci la sua benedizione ,per il sentiero che abbiamo appena intrapreso verso
una nuova vita.

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